Alimentazione del cavallo: le basi per non sbagliare

Alimentazione del cavallo: le basi per non sbagliare

Fieno, fibre, concentrati e abbeverata: nutrire correttamente un cavallo è più semplice di quanto sembri, se si capiscono pochi principi fondamentali. Ecco le basi dell'alimentazione equina spiegate in modo chiaro.

L'alimentazione è uno dei pilastri del benessere del cavallo: una dieta sbagliata è all'origine di molti problemi di salute, dalle coliche alle patologie del piede. La buona notizia è che, conoscendo il funzionamento del suo apparato digerente, le regole diventano semplici e logiche. Fa parte del nostro percorso nel mondo equestre.

1. Come funziona la digestione del cavallo

Per capire come nutrire un cavallo, bisogna partire da come è fatto. Il cavallo è un erbivoro nato per brucare quasi di continuo: ha uno stomaco piccolo e un grosso intestino molto sviluppato, dove un'enorme popolazione di microrganismi fermenta le fibre vegetali, ricavandone energia e sintetizzando alcune vitamine.

Da questa anatomia derivano due conseguenze fondamentali. Primo: il cavallo non è fatto per grandi pasti, ma per tante piccole razioni distribuite nella giornata («poco e spesso»). Secondo: le lunghe pause senza cibo sono dannose, perché lo stomaco produce acidi in continuazione e il rischio di ulcere e coliche aumenta. Un cavallo è inoltre molto sensibile alle tossine dei cibi ammuffiti: fieno e cereali devono sempre essere di buona qualità e ben conservati.

2. Il foraggio: la base di tutto

Il principio numero uno è questo: l'alimento principale del cavallo è il foraggio (erba, fieno), non i cereali. La fibra dovrebbe rappresentare almeno il 2% del peso corporeo al giorno, e la razione di foraggio non dovrebbe mai scendere sotto l'1% del peso. In pratica, si considerano indicativamente 1,5-2 kg di fieno ogni 100 kg di peso: per un cavallo da 500-600 kg significa circa 8-12 kg di fieno al giorno.

Il fieno non è solo «riempitivo»: le sue fibre mantengono in salute l'intestino e la flora batterica, e la lenta masticazione produce abbondante saliva, che protegge lo stomaco. La dieta ideale sarebbe il pascolo con erbe adatte, ma alle nostre latitudini è disponibile solo per pochi mesi; per questo si gestisce soprattutto con il fieno, che dovrebbe essere sempre a disposizione (anche razionato, magari nelle apposite reti per allungarne il consumo). I cavalli in box senza pascolo dovrebbero riceverne almeno 2 kg ogni 100 kg, per evitare lunghi digiuni.

3. Concentrati e mangimi: solo se servono

I concentrati (cereali come avena, orzo, mais, e i mangimi commerciali) servono soltanto a coprire un fabbisogno energetico aggiuntivo: cavalli in lavoro intenso, fattrici gravide o in lattazione, puledri in crescita, soggetti anziani o sottopeso. Un cavallo da compagnia con poco lavoro, spesso, di fieno di qualità ne ha quasi abbastanza.

  • dosa in base al lavoro: la quantità di concentrati deve corrispondere allo sforzo reale, e va ridotta nei giorni di riposo (aumentando il foraggio) per prevenire problemi muscolari come il «mal di lunedì»;
  • non esagerare per pasto: in genere non più di circa 500 g di concentrato ogni 100 kg di peso per pasto, per non sovraccaricare lo stomaco;
  • preferisci cereali trattati (fioccati, schiacciati, pellettati), più digeribili; l'avena è l'unico equilibrato anche integrale;
  • concedi al cavallo un paio d'ore di riposo dopo un pasto importante prima di farlo lavorare.

4. L'acqua e i sali minerali

L'acqua è un nutriente a tutti gli effetti e deve essere sempre disponibile, pulita e fresca. Il fabbisogno è importante: indicativamente 5-13 litri ogni 100 kg di peso, ossia 30-80 litri al giorno per un cavallo adulto, con consumi che aumentano molto con il caldo e il lavoro. Una scarsa idratazione porta rapidamente a disidratazione e favorisce le coliche: a volte l'acqua è persino più importante del cibo.

Vanno poi garantiti sali minerali e vitamine, ad esempio con un blocco di sale a disposizione e, se la dieta si basa su foraggio e cereali tradizionali, con un'opportuna integrazione minerale-vitaminica. I mangimi completi, invece, sono già bilanciati.

5. Le regole d'oro

Riassumendo, pochi principi guidano una buona alimentazione:

  • poco e spesso: tante piccole razioni meglio di pochi grandi pasti;
  • il foraggio prima di tutto: la fibra è la base, i concentrati solo se necessari;
  • pesa gli alimenti (e gli avanzi): si dosa in base al peso, non «a occhio» o a volume;
  • cambia gradualmente: ogni modifica della dieta va introdotta in 1-2 settimane, comprese le transizioni fieno/erba;
  • orari regolari e qualità degli alimenti (mai cibi ammuffiti o polverosi).

6. Gli errori da evitare

Molti problemi nascono da poche imprudenze ricorrenti. Le più comuni: somministrare troppi cereali o cambiare dieta di colpo (rischio coliche), lasciare il cavallo a digiuno troppo a lungo (ulcere), offrire fieno scadente o ammuffito, e trascurare l'acqua nei mesi freddi.

Un eccesso di zuccheri e amidi, in particolare, è pericoloso anche per il piede: la laminite (una grave infiammazione del piede) è spesso legata a errori alimentari e al sovrappeso. Ne parliamo nella guida sulla salute dello zoccolo. Tieni sempre d'occhio la condizione fisica del cavallo: né troppo magro né troppo grasso.

7. Ogni cavallo è diverso

Non esiste una dieta valida per tutti: il fabbisogno varia in base a peso, razza, età, lavoro, stagione e stato di salute. Un puledro in crescita, una fattrice, un atleta e un anziano hanno esigenze molto diverse, e d'inverno il fabbisogno energetico aumenta (vedi la guida sulla cura del cavallo d'inverno). Anche la salute della bocca conta: denti consumati male compromettono la masticazione.

Per i casi particolari — o semplicemente per essere sicuri di fare le cose per bene — vale sempre la pena confrontarsi con il veterinario o un nutrizionista equino. Se il tuo cavallo è in pensione, l'alimentazione è gestita dalla struttura: assicurati che segua questi principi e che sia adeguata alle sue esigenze specifiche.

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