Curare il cavallo d'inverno in clima alpino

Curare il cavallo d'inverno in clima alpino

Coperte, ferratura, alimentazione e gestione del box: l'inverno richiede attenzioni specifiche, ma con qualche accorgimento il cavallo lo affronta benissimo. Ecco come prendertene cura nei mesi freddi.

Mentre alle basse quote del Ticino gli inverni sono miti, in quota e nelle valli il freddo è ben presente. La buona notizia è che il cavallo è un animale sorprendentemente attrezzato per affrontarlo — molto più di quanto lo sia per il caldo. Vediamo come aiutarlo a stare bene durante la stagione fredda, utile anche a chi ama il trekking a cavallo nei mesi invernali.

1. Il cavallo e il freddo

Partiamo da un punto fondamentale: i cavalli sono molto resistenti alle basse temperature. Con l'arrivo dell'autunno sviluppano un mantello invernale più lungo e folto — una vera coperta termica naturale — e la loro termoregolazione è estremamente efficiente. Il corpo produce inoltre calore in due modi: con il movimento e con la digestione delle fibre.

Ne deriva una conseguenza pratica: i veri nemici non sono il freddo in sé, ma l'umidità e il vento. Un cavallo bagnato e battuto dal vento soffre molto più di uno asciutto al freddo secco. Per questo è essenziale che possa sempre ripararsi da pioggia e vento (un box o una tettoia chiusa sul lato esposto a nord) e che possa muoversi: i cavalli che stanno al paddock patiscono il freddo molto meno di quelli chiusi in box per ore.

2. Le coperte: quando servono davvero

Contrariamente a quanto si pensa, la coperta non è quasi mai indispensabile. È importante capire che la coperta non produce calore: si limita a ridurre la dispersione del calore corporeo. Per un cavallo sano e con un buon mantello invernale, spesso non serve affatto. Va invece presa in considerazione in casi specifici:

  • cavalli anziani, giovanissimi, malati, sottopeso o particolarmente freddolosi;
  • animali che vivono in zone molto fredde e ventose;
  • è invece obbligatoria per i cavalli tosati, che hanno perso la loro protezione naturale.
Attenzione a non esagerare: mettere la coperta troppo presto riduce la naturale crescita del pelo invernale. Quando la usi, scegli la taglia giusta (per evitare sfregamenti), tienila pulita e asciutta, non applicarla mai su un cavallo bagnato e rimuovila periodicamente per controllare il pelo e le condizioni della pelle.

3. Zoccoli e ferratura invernale

D'inverno lo zoccolo cresce più lentamente, ma la sua cura resta importante quanto sempre. Il problema principale è l'umidità: fango, neve e ghiaccio possono ammorbidire troppo il piede e favorire infezioni come la malattia del fettone (marciume del fettone). È quindi fondamentale tenere gli zoccoli puliti e il più possibile asciutti, e si possono usare prodotti specifici (come il catrame vegetale) per rinforzare forchetta e fettone.

Sul piano della ferratura, le opzioni dipendono dall'uso: molti cavalli passano l'inverno scalzi senza problemi, mentre per chi lavora su fondi gelati si possono applicare ramponi (per la presa sul ghiaccio) e solette antineve, che impediscono alla neve di compattarsi sotto lo zoccolo formando pericolosi «zoccoli di ghiaccio». In ogni caso, le visite regolari del maniscalco (in genere ogni 4-6 settimane) non vanno sospese: ne parliamo nella guida sulla salute dello zoccolo.

4. L'alimentazione invernale

Con il freddo, il fabbisogno energetico aumenta: il cavallo brucia di più per mantenere la temperatura corporea e per far crescere il pelo. La risposta migliore è il fieno: la fermentazione delle fibre nell'intestino funziona infatti come una vera «stufa interna», producendo calore in modo naturale e prolungato. Per questo, d'inverno, conviene aumentare la quantità di buon fieno, possibilmente sempre a disposizione.

Se il cavallo lavora o tende a dimagrire, si possono integrare alimenti più energetici (concentrati, fioccati), soprattutto per i soggetti anziani. Ogni cambio di dieta, però, va introdotto gradualmente (nell'arco di un paio di settimane) per non creare scompensi digestivi. Per i principi generali, vedi la guida sull'alimentazione del cavallo.

5. L'abbeverata: il punto critico

L'acqua è l'aspetto più sottovalutato dell'inverno. Con il consumo di fieno secco, il fabbisogno idrico aumenta; ma se l'acqua è troppo fredda o ghiacciata, il cavallo beve meno del necessario, e la disidratazione è una delle principali cause di coliche invernali.

Assicurati quindi che l'acqua sia sempre disponibile e non geli (utili i tubi antigelo o un abbeveratoio riscaldato) e, se possibile, offrila tiepida: un cavallo beve molto più volentieri acqua intorno ai 10-15°C che acqua gelida. Un trucco utile per aumentare l'apporto di liquidi è bagnare il fieno, lasciandolo immerso in acqua pulita per una mezz'ora prima di somministrarlo.

6. Box, ricovero e movimento

La gestione degli spazi richiede equilibrio. Il cavallo deve avere un riparo asciutto dalle intemperie, ma il box non deve trasformarsi in una prigione. Mantienilo pulito e con una lettiera asciutta, ben ventilato ma senza correnti d'aria dirette, e controlla che non vi siano pericoli (cavi, chiodi, sostanze tossiche).

Soprattutto, ricorda che il movimento non va mai eliminato, nemmeno nei cavalli non sportivi: muoversi produce calore, fa bene alle articolazioni e all'umore, e previene i problemi legati alla troppa immobilità. Anche d'inverno, dunque, paddock e uscite quotidiane restano fondamentali, compatibilmente con le condizioni del terreno.

7. Lavorare il cavallo d'inverno

Si può tranquillamente montare anche nei mesi freddi, con qualche accortezza. Dedica più tempo al riscaldamento e al defaticamento, e non riporre mai il cavallo sudato in box: asciugalo bene, eventualmente con una coperta traspirante, per evitare che si raffreddi. Fai attenzione ai fondi gelati o scivolosi, che aumentano il rischio di scivolate e infortuni.

I cavalli che lavorano intensamente e sudano molto sotto il folto pelo invernale possono essere tosati (in tutto o in parte): in quel caso, però, diventa indispensabile coprirli con la coperta. Una razza rustica come il Franches-Montagnes, abituata ai climi di montagna, affronta l'inverno con particolare facilità — ma le buone pratiche di gestione valgono per tutti i cavalli.

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