
Cani da pastore e da alpeggio: lavoro e convivenza
Sugli alpeggi svizzeri lavorano due tipi di cani molto diversi tra loro: chi conduce il gregge e chi lo difende dai predatori. Capire chi sono, cosa fanno e come comportarsi quando li incontriamo è fondamentale per escursionisti e turisti.
Con l'estate, gli alpeggi tornano a popolarsi di mucche, capre e pecore, spesso accompagnate da cani da lavoro. Sono animali straordinari, ma il loro mestiere è impegnativo e spesso frainteso. Saperli riconoscere e rispettare rende le nostre escursioni più sicure — e facilita il loro compito.
In questa guida vediamo la differenza fondamentale tra cani da conduzione e cani da protezione, perché il ritorno del lupo li ha resi sempre più presenti in Svizzera e, soprattutto, come comportarsi quando ne incontriamo uno. È un capitolo importante del mondo dei cani da montagna e da lavoro.
1. Due cani, due mestieri
Quando parliamo di «cani da pastore» facciamo spesso confusione, perché in realtà esistono due categorie profondamente diverse, con compiti, indole e razze distinti:
- i cani da conduzione, che guidano e radunano il gregge agli ordini del pastore;
- i cani da protezione (o da guardiania), che difendono il gregge dai predatori in totale autonomia.
Confonderli può portare a comportamenti sbagliati: un cane da conduzione che lavora con l'uomo è un'altra cosa rispetto a un cane da protezione che considera ogni estraneo una potenziale minaccia. Vediamoli uno per uno.
2. I cani da conduzione
Sono i cani che immaginiamo all'opera nei documentari: agili, velocissimi e concentratissimi, radunano e spostano il bestiame seguendo i comandi del pastore. Lavorano in stretta collaborazione con l'uomo e fanno leva su istinto, intelligenza e una notevole capacità di apprendimento.
La razza più iconica è il Border Collie, ma rientrano in questa categoria anche il Pastore tedesco, l'Australian Shepherd e diverse altre razze da pastore. Sono cani generalmente socievoli e gestibili, abituati a relazionarsi con le persone: non sono loro i protagonisti dei problemi che a volte si leggono sui giornali. Il loro «motore» è il lavoro, e hanno bisogno di tantissimo movimento e stimoli mentali per essere equilibrati — un aspetto da considerare bene se si pensa di prenderne uno come cane di famiglia.
3. I cani da protezione del gregge
I cani da protezione hanno un mestiere completamente diverso. Non guidano il gregge: ci vivono dentro. Cresciuti fin da cuccioli insieme agli animali, sviluppano un legame fortissimo con il bestiame e lo difendono giorno e notte, con qualunque tempo e in totale autonomia, senza bisogno del pastore.
Il loro istinto è valutare con diffidenza tutto ciò che non conoscono e tenerlo lontano dal gregge, in quanto potenziale pericolo: compresi escursionisti e ciclisti. Sono cani grandi, robusti e indipendenti, che non cercano l'approvazione dell'uomo come fa un cane da compagnia. Quando abbaiano e vengono incontro, non stanno «attaccando»: stanno facendo esattamente il lavoro per cui esistono, cioè verificare se rappresenti una minaccia. Capirlo è il primo passo per gestire l'incontro nel modo giusto.
4. Il ritorno del lupo e il programma svizzero
Negli ultimi anni il ritorno del lupo sulle Alpi ha cambiato le cose: per proteggere le greggi dai predatori, i cani da protezione sono diventati sempre più diffusi sugli alpeggi svizzeri, Ticino compreso. La Confederazione promuove attualmente due sole razze di cani da protezione ufficiali: il Maremmano-Abruzzese e il Patou dei Pirenei (Cane da Montagna dei Pirenei).
L'impiego di questi cani è inquadrato in un programma nazionale coordinato da AGRIDEA, che sostiene allevatori e detentori sul piano finanziario e della consulenza. Gli animali ufficialmente riconosciuti sono anche tutelati a livello legislativo, e per ottenerne uno l'allevatore deve farne richiesta con largo anticipo all'ufficio cantonale competente, poiché allevamento e formazione richiedono tempo. Il numero di alpeggi che li utilizza è in costante crescita, e gli studi mostrano che, dove la protezione è gestita con cura, gli attacchi dei lupi si riducono in modo netto.
5. Come comportarsi in un alpeggio
Se il tuo percorso attraversa un pascolo presidiato da cani da protezione, bastano poche regole — promosse in Svizzera da AGRIDEA e dai club alpini — per trasformare un incontro potenzialmente teso in un passaggio tranquillo:
- informati prima con la mappa interattiva e rispetta i cartelli presenti sul posto;
- resta calmo e cammina lentamente; se sei in bici, scendi e spingila;
- non attraversare il gregge: aggiralo a distanza, disturbandolo il meno possibile;
- non gridare, non fare movimenti bruschi con i bastoni, non lanciare sassi verso gli animali o verso il cane;
- se il cane ti viene incontro, fermati e lascia che ti «valuti»; non fissarlo negli occhi, perché potrebbe interpretarlo come una sfida;
- una volta che il cane ti ha riconosciuto come innocuo e hai aggirato il gregge, tornerà tranquillo alle sue pecore.
6. E se hai con te il tuo cane?
Qui sta il punto più delicato: per un cane da protezione, un cane sconosciuto è il segnale di minaccia per eccellenza e innesca una fortissima reazione di difesa. Per questo, nelle zone di impiego dei cani da guardiania, la raccomandazione ufficiale è di evitare di portare con sé il proprio cane. Se proprio non puoi farne a meno, tienilo al guinzaglio, vicino e sotto stretto controllo, ed evita assolutamente che si avvicini al gregge.
Attenzione: sugli alpeggi il rischio non viene solo dai cani. Anche le mucche, soprattutto le madri con i vitelli, possono reagire in modo aggressivo alla presenza di un cane. Abbiamo dedicato una guida specifica a questo tema: cosa fare in caso di incontro con le mucche al pascolo.
7. Convivere con rispetto
Il tema dei cani da protezione è spesso al centro di tensioni tra turismo e attività alpestre: all'allevatore si chiede un grande impegno (anche economico) per proteggere il gregge, all'escursionista il rispetto del lavoro di pastorizia. La verità è che questi cani svolgono un servizio essenziale, che permette alle greggi di pascolare in sicurezza anche dove è tornato il lupo.
Con un pizzico di consapevolezza e tolleranza, la convivenza è non solo possibile, ma serena. Conoscere chi abbiamo davanti, muoverci con prudenza e rispettare gli spazi degli animali è il modo migliore per goderci la montagna senza creare problemi a chi, lassù, ci vive e lavora tutto l'anno. Per pianificare le tue uscite, dai un'occhiata anche alla nostra guida ai sentieri dog-friendly del Ticino.
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