
Malattia di Lyme nel cane: sintomi e diffusione in Svizzera
È la più nota tra le malattie trasmesse dalle zecche e in Ticino è presente. Ecco come si trasmette, quali sintomi osservare, come si diagnostica e si cura, e perché la prevenzione resta la difesa migliore.
La malattia di Lyme (o borreliosi) è subdola: spesso resta silente a lungo e i sintomi, quando arrivano, sono generici. Conoscerla aiuta a riconoscerla in tempo. Questo articolo fa parte della guida sulle zecche in Ticino, dentro il percorso sulla salute del cane.
1. Cos'è e come si trasmette
La malattia di Lyme è un'infezione batterica causata dalla Borrelia burgdorferi, una spirocheta trasmessa in Europa soprattutto dalla zecca Ixodes ricinus. Il serbatoio del batterio sono roditori e piccoli mammiferi selvatici; la zecca lo trasmette poi al cane con il morso. Due aspetti importanti:
- di solito la zecca deve restare attaccata almeno 24 ore per trasmettere il batterio in modo efficace;
- l'incubazione è lunga: i sintomi possono comparire anche dopo 4-6 settimane, e in molti cani l'infezione resta asintomatica.
2. I sintomi nel cane
Il segno più tipico è l'artrite: dolori articolari e muscolari, gonfiore alle zampe e zoppia improvvisa o intermittente, che può spostarsi da un arto all'altro. Possono aggiungersi febbre, inappetenza, disidratazione, letargia e linfonodi ingrossati. A differenza dell'uomo, nel cane è raro il caratteristico eritema «a bersaglio». Nei casi gravi e non trattati l'infezione può evolvere in nefrite di Lyme (danno renale, potenzialmente fatale) e, più raramente, in problemi cardiaci o neurologici.
3. Come si diagnostica
La diagnosi è clinico-biologica: il veterinario combina i sintomi, la storia di esposizione alle zecche e test sierologici (ELISA, C6 test, Western blot), a volte la PCR. Attenzione: un test positivo indica contatto con il batterio, non necessariamente malattia attiva, perché gli anticorpi compaiono dopo 4-6 settimane e possono persistere per anni. Per questo conta sempre il quadro complessivo.
4. La cura
La terapia si basa sugli antibiotici (per esempio doxiciclina), in genere per almeno tre settimane, eventualmente con antinfiammatori per il dolore. I sintomi di solito regrediscono rapidamente con il trattamento. Il punto chiave è non trascurare: se non curata, la borreliosi può cronicizzarsi e arrivare a danneggiare i reni. La terapia la stabilisce sempre il veterinario.
5. La prevenzione
La difesa migliore è evitare le punture: antiparassitari efficaci, controllo del cane dopo ogni uscita e rimozione precoce e corretta della zecca. Esiste anche un vaccino per il cane, ma in Europa la protezione non è assoluta (per la presenza di più specie di Borrelia) e non sostituisce la prevenzione antiparassitaria: valutalo con il veterinario.
6. E l'uomo?
La borreliosi è una zoonosi: colpisce anche l'uomo. Attenzione però: non è il cane a contagiarti, ma la zecca. Il cane funziona piuttosto da «sentinella» del rischio nell'ambiente: se lui prende zecche, controllati anche tu dopo le uscite e, in caso di sintomi, rivolgiti al medico. Per il cane, tieni a portata i veterinari d'urgenza in Ticino.
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